Dieci cose che mi piacciono della Danimarca

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pesci di liquirizia, sì

1 La liquirizia

Okay, c’è la danish pastry: paste e brioche alla cannella e anche un po’ appiccicose. Ma le trovi in tutto il mondo. Dopodiché esiste la liquirizia che in Danimarca va dal salato al dolcissimo ed è declinata in ogni forma e grado di morbidezza in caramelle, gelato, birra, tè, patatine e snack. A Copenaghen c’è anche un festival dedicato alla liquirizia, di solito a febbraio. E io ne vado letteralmente pazza. Vabbè, ognuno ha le sue perversioni.

2 Il design è super

Altro che Ikea. Qui sono nati e cresciuti i maestri del design nordico che hanno disegnato le sedie più iconiche della storia, quelle che oggi trovate ancora nelle case più cool del pianeta. Per dire. Arne Jacobsen nel 1958 realizzò la Egg Chair e la Swan Chair, una poltrona a forma di uova e l’altra di cigno: le aveva pensate per la lobby del Royal Hotel di Copenaghen (oggi Radisson Blue) e resistono ancora oggi in tutta la loro grazia. Oppure c’è Poul Henningsen, quello del carciofo, massì il lampadario Artichoke. Praticamente lo vedete appeso al soffitto di ogni casa che compare in un qualunque film danese.

3 Si lavora poco e molto bene

I danesi hanno la settimana più corta del mondo: lavorano 33 ore, contro le nostre 40 scarse.

4 Le vacanze sono lunghe

Si ha diritto ad almeno 5 settimane di ferie pagate all’anno.

5 La maternità dura 12 mesi

Sì, avete capito bene: le danesi si godono un anno intero di maternità pagata al 100%.

6 E se perdi il lavoro, no problem

Ti licenziano? Tranquillo: il governo si prende cura di te e per due anni di fila ti paga un assegno di disoccupazione pari al 90% del tuo ultimo stipendio.

7 Sempre che tu non abbia un piano B

Tipo quello di Ole Kirk Christiansen. Ultimo di 13 fratelli, carpentiere, perde il lavoro nella grande crisi del ’29 e quindi comincia a costruire giocattoli usando il surplus di legname che trova in giro. Pensa a un nome. Poi, idea, utilizza le prime due lettere delle parole “lege” (giocare) e “godt” (bene): LE-GO. Infine, nel ’47, riconverte i mattoncini di legno in plastica e voilà, nasce Lego. È un successo globale.

8 Quindi i danesi sono i più felici al mondo

Il loro segreto? Hanno aspettative realistiche, quindi tutto quello che di bello nella vita arriva all’improvviso e in più li fa contenti. Beati.

9 Ma non sono mai sdolcinati

Self control danese: si amano sì, ma senza troppo esibizionismo. Per esempio. All’aeroporto di Aalborg c’è un cartello che avverte: il tempo massimo per un bacio d’addio non deve superare i 3 minuti. Capito?

10 E neanche troppo cerimoniosi

Al cameriere semplicemente dicono: «Dammi una birra». E lui non ci rimane neanche male. Espressioni come: per piacere, mi scusi, grazie, nella lingua danese non esistono. Veramente. Però loro sono gentili e rispettosi, eh. Che è uno dei 10 motivi per cui io li amo.

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