Sposati a prima vista Svezia

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Giuro che non l’avevo programmato. Riemergo da una dieci giorni di trasloco e ritrovo: il divano, la tivù e il telecomando. Metto subito su Sky e che cosa vedo? Matrimonio a prima vista Svezia.

Davvero. Neanche sapevo esistesse qualcosa del genere. Per ora, essendomi io sposata a Las Vegas, e in rosso, mi ero limitata ad appassionarmi di vestiti-da-sposa-come-Dio-comanda e relativi wedding televisivi sviluppando una perversa addiction per le versioni più tamarre (con una naturale e incontrollabile predilezione per le napoletane).

Ma quello che ho visto ieri sera supera ogni immaginazione. Del resto dopo che il 13 giugno Carlo Filippo, secondogenito belloccio e super sexy di Re Gustavo di Svezia, ha detto sì a Sofia Hellqvist, modella di intimo, spogliarellista e concorrente di reality nessuno ha fatto Oh!, da quelle parti. E gloriosi auguri agli sposi.

Comunque. Succede che uno staff di esperti – un mental coach (già), uno psicologo e qualcun altro esperto di numeri- studi le caratteristiche di sei esseri umani e li accoppi a tavolino.

In teoria, sulla carta, dovrebbero funzionare insieme. Quindi, a quel punto, c’è l’appuntamento al buio ma direttamente sull’altare.

Due sconosciuti si incontrano e si sposano nello stesso istante. Segue party. Dopo un mese e un po’ di sesso+menage casalingo decidono se fare coppia forever o divorziare: ve lo rigiuro.

So che esiste anche una versione danese, che è poi la madre di tutte le altre varianti. Ma mi è bastato vedere 15 minuti del reality made in Sweden per fare una manciata di riflessioni.

Uno. Perché in Svezia ci si sposa con un vestito di pailette d’oro o in giallo? L’oro non l’avevo mai considerato, ma Maria Vergine come dona.

Secondo. Facile sposare al buio un uomo biondo con gli occhi azzurri e che assomiglia a Thor anche a 50 anni e oltre. La domanda che mi sono posta più volte è: ma perché le invitate sono vestite da spiaggia o in stile discoteca anni ’80? Terzo. È ovvio che gli svedesi “sentano” tutto in un altro modo, rispetto a noi. Hanno tra i 30 e i 40 anni e si preoccupano molto dell’impressione che faranno sul loro partner, per nulla della tristezza che suscitano ai nostri occhi.

Cioè, la prima cosa che ho pensato è stata: possibile che uno sia così disperato e solo? Così dannatamente messo male da affidare a un team d’autori la sceneggiatura della propria vita?

Esponendosi al pubblico ludibrio pur di trovare qualcuno che si sieda sul suo divano a bere una tazza di latte davanti al camino? Ok, sono scandinavi e un po’ diversi da noi.

Sono curiosa di vedere la faccia della Berenice quando si accorgerà che a celebrare il matrimonio, in Svezia, ci sono preti donne. Vi aggiorno, tranquilli.

Intanto, date un’occhiata qui: trovate un quiz per testare quanto ne sapete di stereotipi sugli Svedesi.

 

PS: ogni martedì alle 21:10 su Sky Uno trovate Matrimonio a prima vista Svezia. Guardatelo, vi scongiuro. E poi fatemi sapere che ne pensate.

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