A casa di Pippi Calzelunghe

E poi c’è un momento in cui ti senti, per la prima volta in vita tua, un’intrusa. A me è successo a Vimmerby, 3 ore e rotte da Stoccolma: è un paesino fuori dalle solite rotte turistiche, il luogo dove Astrid Lindgren, la scrittrice svedese più amata dai bambini, è cresciuta in un casetta rossa circondata da alberi di mele. Dopodiché ha scritto Pippi Calzelunghe, nome che ha tirato fuori sua figlia Karin in una di quelle sere in cui voleva un’altra favola. Risultato: un successo da 130 milioni di copie tradotto in 60 lingue e dai cui sono stati tratti 27 film.

Che è poi uno dei motivi per cui ho sempre voluto andarci, in quel villaggio della Svezia profonda. Volevo capire com’è riuscita una single mum a tirare su il primo figlio Lasse da sola, a trovarsi un marito, farci una figlia per poi prendersi cura di tutta la famiglia scrivendo fiabe milionarie. Il tutto negli anni Cinquanta. Già, perché Pippi oggi ha 70 anni, esattamente l’età di mio padre. E quest’anno si celebra appunto l’anniversario della sua nascita con la ripubblicazione dei libri illustrati originali e il lancio sul mercato di t-shirt e gadget vari con le trecce rosse. Astrid se n’è andata a 94 anni nel 2002 e nonostante fosse stata più volte candidata non ha mai vinto il Nobel per la letteratura: Dario Fo sì.

Comunque. Dicevo della mia sensazione di estraneità. A Vimmerby, appunto, hanno eretto l’Astrid Lindgren’s World, un parco a tema all’aria aperta in cui hanno replicato il villaggio di Pippi, Villa Villacolle, il signor Nelsson e zietto, il cavallo bianco a pois. Oltre ai personaggi delle altre storie che in Italia non sono mai arrivate. Ecco. Entri e hai la sensazione di essere negli anni Ottanta in un paese lontano. Sì, perché è come se nessuno se ne sia mai occupato da quel periodo lì in poi. Atmosfera vintage, insomma. E un numero incredibile di ristoranti, superiore perfino alle attrazioni. Con la ricomparsa degli enormi carretti portatutto che avevo visto in Danimarca. Ah, il Trollbeads di oggi si chiama “l’Alba dei Sogni”, è un arcobaleno di vetro di Murano e la B me lo invidia molto.

Quindi, picnic sui prati; famiglie di biondi, biondissimi e albini con almeno 4 figli a testa; che se ne vanno in giro scalzi e in prendisole; neanche un immigrato; non un’indicazione in inglese. E tutti che mangiano pancake alla marmellata di mirtilli. Perfino Pippi se ne fa tutti i giorni una scorpacciata intorno alle 16 coi piccoli spettatori: mai vista un’attrice/cantante costretta a ingurgitare (letteralmente) tutti i giorni le porcherie di cui vanno pazzi i bambini.

Ma siamo in Svezia, non a Collodi. E il sistema sanitario e lo stato si prenderà cura di te e dei tuoi bambini qualunque cosa accadrà.  Quindi sono tutti felici. La Berenice anche. E perfino Vittorio, nonostante sia caduto proprio di fronte alla casa di Astrid e abbia metà faccia graffiata, povero figlio. È successo davanti all’enorme salice sul quale, un giorno, hanno trovato appesa a un ramo la signora Lindgren. Aveva 70 anni e rispose così: «Non esiste alcuna legge che impedisca a un vecchio di arrampicarsi su un albero». Vero.

È per questo che mi è sempre piaciuta. Perché lo capivi immediatamente che era una simpatica pazza. E quel suo femminismo magico che per eroina aveva una bambina di 9 anni capace di sollevare centinaia di chili, di vivere libera e bella nei boschi rovesciando le regole e i luoghi comuni, ha formato milioni di trenta/quarantenni di oggi che ancora si arrabattano lavorando e sognando ancora di farcela. Tutti i giorni.

E qualcuna di noi ci riesce davvero, ad andare avanti. Probabilmente perché quand’eravamo piccole, una notte, qualcuno ci ha passato di straforo le pillole per non crescere mai. Ciao Pippi.

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PS: abbiamo dormito in un bungalow del campeggio dedicato a Pippi. Se ci capitate anche voi chiedete le lenzuola perché qui sono a parte. Sì, per risparmiare gli svedesi se le portano da casa.

E alla fine vince Pippi

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E quindi sono corsa in libreria a cercare il famoso libro sulla Norvegia per bambini («Ma non in inglese perché lo odio»). Arrivo sudata marcia con il baby che sgambetta: «Entrate, entrate. Guardate pure», bofonchia un signore senza neanche sollevare la testa dal suo computer portatile. «Ecco, veramente so già cosa sto cercando: ha qualcosa per bambini sulla Norvegia e in italiano?».

«Ma lei pensa di entrare in una libreria e trovare tutto quello che desidera?». «No, in effetti per quello c’è Amazon o, al massimo, eBay»: questa sarebbe stata la risposta adeguata. Invece l’ho fatto parlare un po’, lui si è lamentato che insomma mica si traduce qualunque cosa in italiano e che guardassi sulle librerie on line. Ma si può?

Al che me ne sono andata. Ma si vede che gli dei del Grande Nord (io aspirerei a Thor/Chris Hemsworth, comunque) già mi amano. Infatti ho disfatto uno dei trenta scatoloni del trasloco e puff, è uscita Pippi Calzelunghe: ve lo giuro. Me l’ha portata Karin da Stoccolma che la Berenice avrà avuto 4 mesi scarsi. Un minuto dopo ho ritrovato il libro di Astrid Lindgren che Salani ha ripubblicato per i 70 anni dalla gloriosa uscita. Ok, non c’entra niente con la Norvegia ma ha pur sempre a che fare con la Scandinavia. Per un’infarinatura last minute può andare bene, no?

Dopodiché ho messo Vittorio sul suo norvegesissimo Tripp Trapp di Stokke e gli ho piazzato davanti una foca bianca del Mar Glaciale Artico (ma di peluche) e Pippi e lui s’è innamorato della seconda. A prima vista. E io lo capisco, eh. Per me è stata esattamente la stessa cosa. Infatti sono più emozionata io dei mie due piccoli all’idea di andare a Vimmerby, la città natale di Astrid: qui tutti i suoi personaggi sono in carne e ossa e costumi fumettosi e si dorme dentro deliziose casette rosse.

Ora, ho già detto quanto io debba a Pippi. Oggi ho scoperto che molte ragazze che negli anni Sessanta hanno rivoluzionato i costumi nei loro Paesi si sono ispirate proprio a lei. E che Astrid, un giorno, alla domanda Che cosa desideri per il tuo 94° compleanno?, ha risposto: «La pace nel mondo e vestiti carini».

Lo so, che ci azzecca con la Norvegia? Niente. Ma trovatelo voi un libro di fiabe norvegesi per bambini. E che sia in italiano. Non voglio un’antologia definitiva. Mi accontento di un libretto, grazie. Trepidante attendo vostre news.