Yoga Book, o del perché una bambina di 10 anni impara a usarlo in 10 secondi

La scommessa è stata la seguente: dimostrare che perfino una bambina di 10 anni sarebbe riuscita a convertirsi a un Lenovo in 10 giorni. Questo nonostante mia figlia sia cresciuta con Iphone, Ipad e Mac e abbia imparato la parola mela fissando dalla culla il logo della Apple stampato sul mio portatile. Ovviamente ci ha messo più o meno 10 secondi per capire come accendere lo Yoga Book scriverci, collegarsi a Netflix, a Spotify e scattare foto da mandare alle sue amiche.

Lo ammetto, è stata la prima volta che ho considerato l’opzione tradire-Cupertino-sposareilnemico. Perché lo Yoga Book è decisamente figo, come direbbero i giovani. Ha un design favoloso, ricorda un foglio A4 piegato in due, pesa quasi niente (appena 690 grammi) e va dentro la borsa che è una meraviglia essendo spesso solo 9,6 millimetri.

Inoltre, è uno di quei magnifici aggeggi due-in-uno di cui non conoscevo l’esistenza: è computer e ha pure lo schermo e la tastiera touch, è un tablet, si piega come fosse un libro ma anche molto altro e, per questo motivo, porta il nome di Yoga Book. Volendo, ci puoi anche disegnare sopra usando una penna speciale e un block notes di carta. Insomma, uno di quei prodigi in magnesio e alluminio che se fai la giornalista e scrivi di spettacolo (non di tecnologia, gadget e sciccherie hi-tech) ti perdi di vista perché i Mac sono entrati in redazione da oltre vent’anni e tu non hai potuto farci niente. È la stampa, bellezza.

Solo che ormai una decenne nativa digitale è insuperabile. Mia figlia Berenice non solo ha scritto le sue prime 717 battute per una recensione in spiaggia, ma le ha battute su Whatsapp e senza neanche un errore d’ortografia. Il che non spiega però perché la sua maestra le abbia dato solo 8 di italiano, ma vabbè, ci vendicheremo alle Medie, amore mio.
La review è di Berenice Poggini, la bambola che vedete qui sotto.

«In queste settimane ho provato il computer Yoga Book. All’inizio ammetto che è stato un po’ difficile imparare ad usarlo essendo io abituata a utilizzare dispositivi di altre marche. Ma dopo qualche giorno mi è sembrato di saperlo usare da una vita. Trovo molto interessante il fatto che si possa utilizzare sia come computer che come tablet, in questo modo si evita di spendere tanti soldi per comprare tablet e computer separatamente.
La cosa che mi piace di più dello Yoga Book è che quando lo utilizzo come un computer non devo sempre usare la tastiera per visualizzare alcune cose che ci sono sullo schermo perché è touch. Cosí è anche più divertente. Quindi, per concludere, consiglio a tutti voi di comprare lo Yoga Book».

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